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LA NOSTRA VENICE MARATHON

LA CORSA VISSUTA DAI NOSTRI ATLETI , LIVIO E SIMONE . DUE STORIE DA LEGGERE TUTTE IN UN FIATO. L’ESSENZA DELLA CORSA …. EMOZIONE!!

Sollecitato dal buon Mirko, papà della grande famiglia Emmerunning, eccomi e riportare la cronaca e le impressioni sulla Maratona di Venezia, corsa il 26/10 da me, Simone Nordio, Corrado Buscema, Gerri Cerantola e il sempre verde Marco Righetto. Partiti venerdì sera alla volta di Mestre, io e Simone arriviamo all’Expo appena in tempo per ritirare il pettorale prima della chiusura delle ore 20.00, a causa di un incidente sull’autostrada Padova-Venezia e che per ironia della sorte ci aveva costretti a percorrere in auto il tracciato della maratona da Strà fino a Mestre(parco san Giuliano).

Mattino, arrivo alla partenza in auto con il buon Marco Righetto che gentilmente ci da un passaggio dalla Stazione di Noale. A Noale ci arriviamo in treno, in compagnia dei colleghi “Quasi Runner”, mitico gruppo, il nostro, formato 1 anno fa da aspiranti atleti, Daniel, Fabio, Simone, Stefano, Sergio, Monica ed io. A parte Sergio, che atleta lo era già…eccome! Tutti gli altri potrebbero tranquillamente cancellare quell’aggettivo davanti a “Runner”; ma se continua a restarci e proprio per quella sana autoironia che è tanto cara al gruppo! Gerri arriverà con altri amici che si cimenteranno per la prima volta nella maratona.

Partenza prevista per le ore 9.05 ed in 15′ eccoci a Stra’…che bella giornata! Un sacco di gente alla partenza (siam più di 6000 credo) e dopo aver espletato le pratiche “fisiologiche” pre-gara ecco indirizzarci verso la partenza. Io e Simone restiamo assieme, mentre gli altri sono a bere un caffè al bar. Le gabbie che prendiamo son 3 diverse, e al momento della separazione io e Simone ci emozioniamo e ci stringiamo calorosamente la mano! Mi trovo da solo con le mie emozioni, ma appena prima dello start le gabbie cessano di separare gli atleti e Simone mi trova subito…siamo ancora li assieme…sole meraviglioso con il brenta che scorre placido sulla nostra destra mentre Villa Pisani si staglia imponente e “protettiva” alla nostra sinistra……

Si parte! Sotto lo start mi commuovo come fossi già arrivato! In effetti per essere li ne ho fatta di strada…Simone è li con me! L’accordo è di andare con l’andatura dell’ultimo allenamento fatto la domenica precedente….sempre lungo il Brenta ma dalle parti di S. Croce Bigolina….sempre lui, il fiume ci accompagna e ci segna la strada! Verso il 10° km. credo, ci raggiunge Gerri che sta girando un video sin dal primo mattino con i suoi coetanei rosatesi che però restano più indietro; d’altronde Gerri ha tempi stratosferici nella maratona e vuole fare la sua gara….Mannaggia alla videocamera! Smette di funzionare proprio quando ci raggiunge Gerri…tanto che non c’è nessuna immagine di me, Simone e Marco Righetto per tutto il resto della maratona. Corrado nel frattempo è già avanti…arriverà con 3 ore e 11 minuti….un mostro per essere alla sua terza maratona…

Io, Simone e Gerri ci mettiamo a macinare kilometri e a scambiarci qualche bella “ciaccola”…..Gerri comincia a sentire i postumi del trail corso la settimana precedente…6 ore di trail con non so quanti metri di dislivello…senza contare il trail degli eroi corso a fine settembre….80 km. con + di 2500 mt. di dislivello…

Io e Gerri cominciamo a vedere i pacers delle 3 ore e 30….sono li a portata di mano, e li c’è anche Marco, con la sua andatura costante e tranquilla! Restiamo li per diversi chilometri anche dopo aver superato la mezza maratona, e quasi arrivati a Mestre io e Gerri decidiamo di superare le 3 ore e 30..troppa gente ammassata, mi sento quasi soffocare…

C’è tanta gente lungo il percorso, come mai visto in altre maratone nemmeno nell’edizione che avevo corso nel 2011(la mia prima maratona). La giornata continua ad essere meravigliosa, addirittura è caldo e probabilmente perdo troppi sali tanto che al 25° mi viene un crampo improvviso al polpaccio destro….mi blocco in mezzo alla strada come un principiante e sento la gente mormorare…”povero”. Hanno ragione! Non capisco neanche io il perché di quel crampo….in ogni caso resto li 1 minuto con la gamba “stecca” ….e come dice sempre la mia fisioterapista Paola, lascio lavorare il crampo senza muovermi, lo accolgo a braccia aperte con amore….e poi se ne va! Messaggio ricevuto mi son detto….riprendo a correre senza più problemi ma con un’andatura decisamente più lenta….d’altronde sto quasi per raggiungere il Parco San Giuliano e li non si va molto veloci…

Al mio fianco ho sempre Gerri e Marco Righetto e di tanto in tanto formiamo un elastico fino al ponte della libertà dove Gerri tira un po’ i remi in barca, le sue anche sono stanche e le centinaia di km percorsi in montagna si fanno sentire…sta facendo un miracolo! Simone è un po’ più in dietro, ci ritroveremo soltanto all’arrivo.

Io mi trovo da solo a fare il ponte della Libertà….è infinito….poi Venezia, e arrivano altri ponti, sedici ben attrezzati per carità….ma il cambiamento di ritmo si fa sentire…Venezia però è bellissima, si vede in lontananza il campanile di S. Marco e penso alla Serenissima, ai mercanti che si aggirano lungo le rive per caricare le navi con i loro preziosi manufatti…

Percorro gli ultimi due kilometri in 15 minuti….ma ci stanno tutti. Un su e giù continuo e poi arrivo in Piazza San Marco tra ali di folla festante….mi passa davanti Marco mentre io mi fermo un attimo per gustarmi i colori e gli sguardi di ammirazione della gente…alla fine io e Marco passiamo sotto il traguardo con lo stesso tempo di 3 ore 38 minuti e qualche spicciolo….

Sul palco allestito difronte all’arrivo c’è il resto dei “Quasi Runners”; avevano corso la 10 km di buon mattino….Fabio è li con la sua bandiera dell’Italia….li sento urlare “Bravo Livio!”, io mi giro in segno di approvazione…..Grazie a Tutti!!

L’obiettivo è raggiunto! Sono arrivato! E il tempo è di tutto rispetto…3:38:03….nemmeno uno spigolo in questi numeri ma solo curve e cerchi che racchiudono una giornata meravigliosa!!

LIVIO

Dopo una notte passata serena, sognando una competizione, mi trovo al freddo di questa Domenica autunnale 26 Ottobre 2014 alle 5:30, ad indossare i capi preparati con cura ed Orgoglio la sera precedente.
Sfioro con le dita quel pettorale, e un sorriso mi affiora pensando alle fatiche, ma anche alle soddisfazioni che conseguiro’ in questa memorabile bomenica. La canotta riporta il logo societario, quello dell’ Emme Running. Altro sorriso.
Parto direzione Cassola, stazione ferroviaria, dove ho appuntamento con altri amici, chi impegnato nella prima edizione dei 10 km, chi nella lunga distanza.
Si chiacchiera ovviamente di quello che ci attende.
Soliti drammi con le FS ( per i Runner della 10 km fatale il ritardo, che non faranno in tempo a consegnare la sacca e la porteranno in spalla per tutta la gara, dopo aver fatto pure autostop). Noi Maratoneti, scendiamo a Noale, dove un amico che abita in zona, ci preleva e ci porta a Stra, inizio dei
42,195 mt. che ci porterà nella città più romantica al mondo. Il tempo di decidere come meglio vestirsi (visto il freddo ma la splendida giornata ) e siamo frastornati da un fiume di gente che sia accalca a consegnare le sacche sui camion parcheggiati davanti l’imponente Villa Pisani. Manca ancora un po’ alla partenza ma il clima è già di gara vera.
Migliaia di runner che concentrati bevono, si riscaldano con allunghi e… fanno pipì sul Brenta, incuranti della telecamera dell’ elicottero che trasmette l’evento in 17 paesi al mondo a milioni di persone. Qui mi rendo conto dell’importanza che questo evento ha. Entro in gabbia verso la fine dell’ interminabile serpentone di 6000 runner. Poco dopo ci ammassiamo e con mia felicità ritrovo il mio compagno perenne di maratone, Livio, che mi da un “cinque” per l’inaspettata visione. Con lui un altro membro dell’ Emme Running. Sorrido perché sembra Gesù !!! Si chiacchiera su tempi, aspettative e precedenti. Manca davvero poco; la tensione è alle stelle come ogni minuto che precede la partenza. Si attenua un po’ pensando alla partenza dei disabili, alla forza e determinazione che certe persone hanno in queste vite sfortunate che il destino a loro riservato. Poi arriva lui, l’inno di Mameli a dare energia pura dopo un accenno di lacrime…
Ora si parte. Ultime pacche sulle spalle e quegli sguardi che rendono un amicizia una sorta di sfida e carica al contempo. La testa è già sul cronometro, ma con la consapevolezza di gestire la gara, vista la distanza impegnativa. Cerco di guardarmi anche intorno vista l’andatura non sofferente. La magnifica giornata e le splendide ville affacciate sul Brenta sono un toccasana. Le gambe vanno e ad ogni chilometro il frastuono dei “bip bip” dei vari cronometri, mi ricordano che tutti sono qui per impiegare il minor tempo possibile. Si controlla respiro, gambe e sensazioni. E le “ciaccole” avanzano.
Al 10° chilometro rimango stupito è un po’ preoccupato perché sto confrontando i tempi con la precedente maratona di Treviso e mi accorgo di essere sotto di parecchi minuti. Ho paura ad osare, temo che il conto salato arrivi negli ultimi chilometri della città lagunare. Vengo completamente invaso da ammirazione e stima per un non vedente che corre mano nella mano con un ragazzo di cui invidio il gesto. Non posso non commuovermi e dirgli quello che penso. Lui ringrazia col sorriso. manteniamo il ritmo che abbiamo stabilito e uno spintone da dietro ci divide all’improvviso. Prima ancora di incazzarsi e tirare un bestemmione siamo felicissimi di vedere un’ulteriore casacca Emmerunning. Il mitico Gerri ci travolge di allegria e ironia facendoti passare chilometri di spensieratezza. Lui e Livio aumentano il passo. Io decido per il bene dell’esito della mia personale gara, di non forzare. Loro vanno e devo fare i conti con il caldo oltre che al fattore psicologico per il loro distacco. Proseguo in solitaria tra folle di gente, band che suonano rock, i bambini che ti allungano la mano cercando un “cinque” da noi, che forse siamo degli IronMan ai loro occhi. Come negarglielo !!! I km passano e arrivo in un tratto alquanto brutto paesaggisticamente parlando; container e desolazione. Siamo a Marghera e in lontananza scorgo il gonfiabile dove il chip suona per registrare un buon tempo per la 1/2. Siamo al 21° chilometro. Poco dopo inciampo in un laccio che si slega e, fermandomi, mi accorgo della velocità sostenuta dal gruppo. In prossimità del centro di Mestre ( 25°km ) decido di seguire il consiglio del coach Mirko e quindi di fermarmi al ristoro. Iniziano i problemi dovuti al caldo, ai sanpietrini, ai binari del tram e al recupero degli integratori riposti nel piccolo marsupio nella cinta. Dopo qualche bestemmia mi supera Gesù, l’Emme Running conosciuto in partenza.
Sconforto totale ! Mi riprendo per un po’ in piazzale Ferretto a Mestre, dove le gambe girano da sole per la folle immane di persone che incitano. Spettacolo puro….. ripiombo nella fatica dei fatidici 30 km scollinando nel Parco San Giuliano. A poco vale il ristoro dedicato ai sali minerali. Gli occhi scorgono la laguna e, in fondo la città sulle palafitte, meta ambita da quasi 3 ore. Imbocco il ponte della Libertà e ripenso ai discorsi fatti su questo rettilineo lungo e ventoso. Dopo 30 minuti imbocco la salita che mi porta dentro alla Capitaneria di porto di Venezia. Stanco osservo sulla destra le grandi navi da crociera e ripenso al mio imbarco di qualche anno addietro…. molto più stanco di allora, ma più felice per l’ormai meta raggiunta. Mi accingo a bere al ristoro del 40°km e subito dopo iniziano i 14 interminabili ponti. La mia mente non è più nelle gambe ormai affaticate. Gli ultimi 2 km sono dedicati ad una carissima amica malata di tumore. Ho pensato alla sua lotta e mi sono fatto forza. ( il cuore rivolto al fotografo è una promessa fatale )

Poi mi sono concentrato alla ragione che mi fa essere in sfida con me stesso : mia figlia Sofia. Poco prima dell’apoteosi di emozioni in Piazza San Marco, intravedo una canotta societaria e le gambe spingono per superarlo. È Gerri che, reduce da mesi di gare, ha rallentato vistosamente ( per marketing dirà poi ironicamente). Divento serio per la sacralità del posto dei km e lo sforzo. Comincio a guardarmi intorno per vedere se scorgo i volti degli amici impegnati nei 10 km e mi accingo ad assaporare tutte quelle emozioni che mi danno la forza di iniziare una maratona.
Dopo il bagno di folla davanti la Basilica e Palazzo Ducale, completo gli ultimi ponti osservando con occhi languidi il traguardo in lontananza. Pochi metri ancora, ma ormai non importa né la fatica ne’ il tempo. Altre sensazioni si insinuano, non fruibili in altre circostanze. Vedo Fabio, che urla e sbandiera il Tricolore. Porto le mani e gli indici verso di lui, come per ricordargli chi siamo dei grandi a compiere simili imprese. Cerco invano lo sguardo di mia figlia ma tra la tantissimo gente non lo vedo. Passo sotto al traguardo, bloccando il timer in 3 ore 48 minuti 15 secondi nello stupore e felicitazioni per aver vinto la mia sfida personale con un 12 minuti sotto la prestazione precedente. Mi tolgono il chip e mi mettono al collo l’ambita medaglia dei Finisher; neanche il tempo di ritirare la sacca con il cambio di indumenti, che mi trascino in mezzo alla folla, per avere il più grande dei trofei : l’abbraccio di mia figlia. Poco dopo, una volta visto il gruppetto di fans composto da amici, zia e mamma ho trovato la forza di “scalare” il retro della gradinata per scoppiare a piangere abbracciato a Sofia.
Un momento magico di dolcezza, di tenerezza di Amore. Dopo qualche minuto ho trasferito la medaglia sul suo collo e mi sono sentito Mamo Ketema Behailu, vincitore di questa 29esima edizione. Baci, abbracci e pacche sulle spalle per la buona prestazione e la semplicità sana di un gruppo di amici che hanno in comune la passione di uno sport sano, contagioso….. tiriamo le somme e mettiamo in saccoccia un’altra giornata devastante fisicamente, ma che lascia con sé un’ insieme di meravigliose sensazioni.
Quelle che ti lasciano qualcosa di bello, di importante nella vita; quelle che ti fanno decidere che vale sempre la pena di faticare, di lottare per qualcosa,che sia Sport o vita. In fondo anche lo sport ti può insegnare molti valori nella vita, come il coraggio e la determinazione. Jesse Owens disse : ” ….il miracolo non e’ essere giunto al traguardo ma aver avuto il coraggio di partire….. ”
E questo è il motivo per cui lo sport, il running in special modo fa parte della mia vita.
Anche questa giornata, questa esperienza mi rimarrà nel cuore, perchè fatta di valori semplici e genuini come le persone che mi circondano in questa mia avventura. E da domani si riparte per nuovi km…..

Nordio Simone
pettorale 2966

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